Miglior conto corrente 2016 – Confronto costi conti online

Miglior conto corrente online – Quale banca scegliere?

Ad un certo punto della vita si diventa grandi, si inizia a percepire uno stipendio e si sente la necessità di aprire un conto corrente. Fino a qualche tempo fa avevamo il libretto postale aperto dalla nonna, la federa del cuscino o la scatola di latta dentro cui custodiamo i nostri soldi ma ora siamo cresciuti ed è ora di entrare a far parte del popolo dei correntisti. Siamo adulti insomma. Quindi la prima decisione da affrontare è quella di cercare il miglior conto corrente per gestire i pagamenti e le entrate.

Conoscere l’affidabilità della Banca

Prima di aprire un conto corrente, è importante conoscere la situazione della banca a cui decidiamo di rivolgerci per affidare i nostri risparmi. Sappiamo che negli ultimi tempi alcune banche sono state colpite da crisi. E’ giusto informarsi, quindi, sull’affidabilità di una banca. Stando alle ultime notizie, tra le banche più sicure spicca Mediolanum, seguita da Credem, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e Unicredit. Periodicamente le stesse banche o i principali quotidiani fanno dei rendiconti sull’affidabilità delle varie banche.

Quali sono i costi di un conto corrente?

Per quanti pensano di guadagnarci, in termini economici, va detto che diventare correntista comporta dei costi. In media i costi annui di un correntista si attestano, secondo un’indagine di Corriere Economia, intorno ai 135,00 euro l’anno. Sempre secondo la suddetta indagine, i costi di mantenimento del conto corrente sono aumentati, nel primo semestre 2016, del 6%. Parliamo dei costi per conti in banche fisiche. E già! Perché dobbiamo prima di tutto decidere se vogliamo affidare i nostri soldi ad una banca fisica o ad una banca online.

Per quanto attiene i conti online, però, bisogna fare attenzione ad alcune particolari operazioni che potrebbero far lievitare i costi rendendo vani i benefici di non avere una banca fisica coi suoi relativi costi al seguito. Per esempio, il prelievo di contanti in filiale comporta commissioni fino a 5€, effettuare un bonifico allo sportello fino a 7,50€.

Quali sono i più vantaggiosi?

Per questo mese di ottobre 2016, tra le migliori offerte di conti correnti, troviamo:

  • ZeroTondo di Intesa SanPaolo. Questo conto non prevede alcun canone. In dotazione: carta Bancomat e carta di credito, servizi internet, cellulare e telefono, rendiconti e altre comunicazioni della banca se in formato elettronico, accredito di stipendio o pensione, domiciliazione bollette, bonifici ordinari Italia e BEU (bonifico europeo unico) effettuati tramite internet e telefono, libretto assegni;
  • Conto corrente Arancio a zero spese di Ing Direct: conto senza spese di apertura, gestione e chiusura eventuale del conto, zero canone annuo del conto corrente, zero canone annuo delle carte, costi zero anche per prelievi, accrediti, pagamenti e bonifici, e altre operazioni;
  • Conto Webank di Bpm: conto online a zero spese, con un tasso annuo lordo dello 0,10%, prevede il pagamento dell’imposta di bollo di 34,20 euro l’anno, che si azzera se il valore medio di giacenza annuo non supera i 5.000 euro l’imposta di bollo; di Qubì di Ubi Banca, conto corrente che si può attivare direttamente online da casa propria.

Conto online Mediobanca

Tra i conti online a zero spese più convenienti del 2016 troviamo Conto corrente CheBanca: canone annuo pari a zero in favore di coloro che operano prettamente via web, bancomat gratis e carta di credito MasterCard con costo annuo azzerabile. Una delle caratteristiche più importanti di questo prodotto è la flessibilità: coloro infatti che preferiscono un approccio più tradizionale con la proprio banca e che quindi utilizzano come canale principale di contatto la filiale, possono attivare l’ Assistenza in Filiale.

Conto Arancio – Quanto rende oggi?

Deposito libero e vincolato Ing Direct – Conviene Conto Arancio?

E’ il Conto deposito Ing Direct che permette di gestire i propri risparmi facendoli fruttare a tassi vantaggiosi.

Qui troviamo l’offerta di benvenuto Ing Direct che prevede l’1% sulle somme depositate per almeno 12 mesi e passando allo 0,30% se si sceglie di mantenere “liberi” i propri risparmi.

Tutti i tassi di interesse sono da considerarsi al lordo della tassazione del 26%. Gli interessi maturati vengono liquidati direttamente sul tuo Conto Arancio: a fine anno, alla scadenza del vincolo (se scegli l’opzione Arancio+) o alla chiusura del conto. Prevede una giacenza massima di 1.500.000 euro. Nel caso di attivazione di più conti, la giacenza massima consentita da ING Direct è pari a 3.000.000 € per ogni cliente. Come tutti i depositi a risparmio, è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) dei Paesi Bassi, che assicura i depositanti fino a 100 mila euro in caso di default dell’istituto di credito.

Cos’è l’Opzione Arancio+?

E’ l’opzione con la quale si sceglie di vincolare il deposito di alcune somme sul proprio conto ad un tasso più vantaggioso. Per attivare questa offerta non c’è alcun costo di attivazione, gestione o annullamento. E’ possibile svincolare i soldi in qualsiasi momento con la corresponsione degli interessi maturati fino ad allora.

Conto Arancio si appoggia al tuo conto corrente e fa crescere i tuoi risparmi, senza rischi. Permette di depositare i propri risparmi attraverso: bonifici dal tuo conto corrente o da conti correnti non intestati a te, con un assegno bancario o circolare, attivando un servizio di alimentazione tramite RID. Quando hai bisogno dei tuoi soldi, puoi trasferirli sul tuo conto corrente in modo semplice e veloce con un bonifico. E se non hai un conto corrente puoi crearlo sempre con Ing Direct aprendo un Conto corrente Arancio.

Cos’è Conto Corrente Arancio?

E’ un conto corrente completo a zero canone annuo, con possibilità di emissione di Carta di Debito, Carta di Credito e Carta Prepagata a zero canone, prelievi gratuiti con carta di debito da tutti gli sportelli bancari automatici d’Italia e d’Europa, operazioni gratuite da web, mobile, App e in filiale.

I costi di Conto deposito e Conto Corrente Arancio?

I costi di: apertura, chiusura, il canone annuo del conto e delle carte, le ricariche telefoniche, l’accredito dello stipendio, i Mav, Rav, F24, Bonifici sono pari a 0. Ma come mai costi così bassi? I costi sono azzerati perché la maggior parte delle operazioni di Ing Direct si svolgono o al telefono o sul web. Non dovendo sostenere spese legate alla gestione di sedi fisiche è possibile realizzare un risparmio considerevole a vantaggio dei correntisti.

Come richiederle conto deposito e conto corrente arancio?

Conto Arancio si può aprire on line, al telefono, o in una delle filiali ING Direct. Online ci vogliono solo 5 minuti. Servono codice fiscale, documento d’identità e l’Iban del conto corrente in caso se ne possegga già uno altrimenti si procede prima alla richiesta del Conto corrente arancio. Si firma e spedisce il contratto per posta e una volta attivo si effettua il primo bonifico sul Conto. Si viene costantemente aggiornati via sms o fax.

Carta prepagata – Le varie tipologie a confronto

Carta prepagata – Meglio al portatore o nominativa?

Una carta prepagata è uno strumento elettronico di pagamento, non collegato ad un conto corrente, che ci permette di effettuare pagamenti online e non solo. Prevede il caricamento di un plafond per il suo utilizzo. Per plafond intendiamo il valore massimo ricaricabile sulla carta.

Tipologie e requisiti per richiederla

Per poter richiedere una carta prepagata non è necessario avere un conto corrente e ovviamente non è richiesta l’affidabilità creditizia del titolare. La carta può essere, infatti, precaricata dal titolare stesso o da un’altra persona fronte dell’esibizione del documento d’identità.

Le carte prepagate, inoltre, possono essere nominative o al portatore. Per la carta nominativa non vi sono limiti normativi sul plafond ma sono le banche che stabiliscono gli importi massimi (si può arrivare anche fino a 50000 euro). La carta al portatore non richiede la registrazione del titolare, e non può essere ricaricata oltre un plafond massimo di 999,00 euro (anche annualmente ci sono limiti bassi, fino a 2500 euro).

Come scegliere una carta prepagata?

Una voce da prendere in considerazione nella scelta di una carta prepagata è sicuramente quella relativa ai costi di gestione. Tra questi i più importanti che considereremo sono:

  • la “quota di rilascio”: il costo di emissione della carta. Solitamente varia da 5 a 10 euro;
  • la “quota associativa annuale”: ci riferiamo al costo del rinnovo della carta (solitamente il servizio è gratuito o ha costi molto bassi);
  • la “commissione di ricarica”: è l’importo che deve essere corrisposto ogni volta che si ricarica la carta prepagata e che può variare a seconda del canale utilizzato. Quello più economico è certamente quello di Internet Banking (utilizzabile solo da chi dispone di un conto corrente). Può essere gratuito in caso di accredito (quando previsto) di pensione o stipendio. Si risparmia anche utilizzando un ATM piuttosto che lo sportello della Banca distributrice. E’ possibile ricaricare tramite le ricevitorie SISAL (fino a 5 euro) o il Phone Banking.
  • il “costo del prelievo”: questo varia a seconda che si utilizzino ATM della propria banca o di altre.

Carte prepagate con o senza iban

Le carte prepagate senza iban sono carte utili ai pagamenti online e transazioni veloci.

Per chi, invece, volesse una carta più simile ad un conto corrente limitando, però, le spese e gli impegni del conto corrente vero e proprio esistono carte prepagate con iban che, rispetto alle sorelle senza iban, offrono servizi molto simili proprio ad un conto corrente come: l’accredito dello stipendio, la domiciliazione di utenze e bollette, la disposizione di bonifici in entrata e uscita. In cosa si differenziano, quindi, dal conto corrente? Non si può andare in rosso e non si versano assegni e non permettono l’acquisto di prodotti con rateazione.

Facciamo un paio di esempi

Intesa Sanpaolo propone una carta ricaricabile Flash senza iban a canone zero, disponibile anche per i minorenni non titolari di un conto. La ricarica ha un costo di 1 euro, a partire dalla seconda operazione. L’importo massimo caricabile è 999 euro. I prelievi sono gratuiti presso gli sportelli automatici del Gruppo.

Unicredit propone la sua Genius Card che ha un costo emissione pari a 5 euro, un canone mensile di 1 euro, azzerato per gli under 30 e vi consente di inviare e ricevere bonifici, ricaricare il cellulare, domiciliare RID, utenze e pagare le bollette, controllare il saldo ed i movimenti.

Per farvi un’idea e scegliere la più vantaggiosa per voi è possibile, inserendo i servizi richiesti, utilizzare un sito comparativo. Online ve ne sono diversi.

Visura Crif – A cosa serve?

Visura Crif – Verifica dell’affidabilità di chi richiede un prestito

Visura CrifUn termine apparentemente complicato ma molto semplice da comprendere. Quando chiediamo di poter accedere ad un finanziamento, un prestito o altre forme di credito è ovvio pensare che l’intermediario finanziario chieda conto della nostra “affidabilità come pagatori”.

E’ importante, cioè, comprendere per chi anticipa i soldi per nostro conto se saremo in grado di restituirli e se, in passato, abbiamo dimostrato affidabilità in tale senso.
In soldoni viene verificato, dalla Centrale Rischi finanziari il cosiddetto “credit scoring”, ossia attraverso un metodo automatico e statistico si analizza il rischio creditizio di ciascun soggetto esaminato delineandone un indice di solvibilità, affidabilità e puntualità nei pagamenti.

Il dato che ne esce (una sorta di speciale punteggio) può essere sia positivo che negativo e da questo dipenderà l’esito della nostra richiesta di accesso al credito. Nella Visura Crif, in caso di risposta negativa, si afferma anche in cosa abbiamo peccato. Se non abbiamo restituito il credito, in quale misura, se abbiamo restituito in ritardo e con quanto ritardo.

Come richiederla?

Pochi lo sanno ma è possibile ottenere la visura della Crif online con una semplice richiesta presentata tramite il web. Nello specifico, bisogna collegarsi con il sito di Crif, scaricare il modulo, inviarlo per fax, email o posta raccomandata e attendere la risposta entro 15 giorni.

Il costo del servizio va da un minimo di 4 euro ad un massimo di 10 euro. L’importo da pagare e le modalità di pagamento sono indicate nella lettera di riscontro inviata dal CRIF. Il pagamento dovrà essere effettuato (presso i punti vendita SisalPay oppure tramite bollettino postale) al ricevimento della stessa e comunque non oltre 15 giorni.

Ma a cosa serve conoscere la propria posizione?

Se abbiamo ricevuto un esito negativo ad una nostra richiesta può servirci a capire perché. Ovviamente nei casi in cui sappiamo di aver ottemperato alla restituzione di un credito.

Va, inoltre, specificato che Crif è una società privata, che raccoglie le segnalazioni dei cosiddetti “cattivi pagatori”, ma anche informazioni a carattere neutre, come ad esempio la richiesta di un prestito, o positive, se siamo regolari nel pagamento delle rate di un mutuo. La Centrale Rischi, invece, è una struttura pubblica, gestita dalla Banca d’Italia che raccoglie solo i crediti in sofferenza e comunque quelli superiori a 30000 euro.

Banche e Finanziarie utilizzano quasi tutte Crif. Questa società conserva i dati per dei tempi definiti. Dopodiché procede alla cancellazione automatica, senza quindi bisogno di una richiesta dell’interessato. Ecco i tempi di permanenza di una segnalazione Crif:

  • Morosità di 2 rate/mesi, in seguito sanate: 12 mesi dalla regolarizzazione;
  • Morosità di 3 o più rate/mesi, in seguito sanate: 24 mesi dalla regolarizzazione;
  • Morosità non pagate: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale.

Non esiste un modo per cancellare la propria posizione all’interno di Crif prima di tale momento. A tal proposito il consiglio è di non affidarsi alle numerose società, presenti in Internet, che promettono servizi di “pulizia” dalle banche dati a fronte di un cospicuo compenso. Inoltre non si deve richiedere la cancellazione dei dati in Crif se questi sono positivi, perché altrimenti bisogna ricostruirsi da capo un’immagine positiva.

Quindi prima di muoversi in tal direzione ci si deve informare sulla tipologia di dati per i quali viene richiesta la cancellazione.

Prestito pensionistico – Come funzione l’Ape

Anticipo Volontario della Pensione – Guida al prestito pensionistico

Negli ultimi mesi si parla moltissimo di pensioni e della possibilità di anticiparle. Un termine ormai presente in ogni edizione del tg è APE. Ma cos’è l’Ape?

Parliamo dell’acronimo dell’Anticipo pensionistico volontario. La possibilità, cioè, di andare prima in pensione, rispetto ai nuovi requisiti in vigore. Il via libera alle modifiche alla Legge Fornero è arrivato. Palazzo Chigi ha approvato la legge di Stabilità 2017 con all’interno un pacchetto di misure sulla previdenza che vale 7 miliardi nel prossimo triennio (1,9 nel 2017, 2,5 nel 2018 e 2,6 nel 2019) contro i 6 miliardi annunciati alla vigilia.

Come funziona?

Per quanto riguarda l’Ape, si propone, a chi compie 63 anni ed è distante meno di 3 anni e sette mesi dall’età di vecchiaia, di andare in pensione anticipata grazie ad un prestito pensionistico.

L’Ape è esente da imposte e viene erogata ogni mese per 12 mensilità. Il prestito va restituito nell’arco di 20 anni con una rata, sulla pensione, che si attesta sul 4,5%-4,6% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia. Semplificando, con l’anticipo massimo (che sarebbero i tre anni e sette mesi) e una pensione Inps che si attesti sui 1.500 euro si avrebbe una rata sulla pensione di poco più del 16%, una rata pari a quasi 240 euro.

Ovviamente questo provvedimento incide anche sulle casse dello Stato dato che la rata non riesce a coprire per intero la restituzione del capitale del prestito pensionistico, né gli interessi e il premio assicurativo. Parliamo di un’aspettativa di vita alta e, per quanto tutti ci auguriamo di vivere cent’anni, la possibilità di premorienza del pensionato è alta. In questo caso il capitale residuo viene rimborsato dall’assicurazione e, quindi, non va a riflettersi sulla pensione di reversibilità o sugli eredi.

L’Ape sociale o agevolato

Esiste, poi, un altro tipo di Ape, quella “sociale”. Parliamo di disoccupati senza ammortizzatori sociali, di invalidi, di chi assiste parenti disabili entro il primo grado in linea retta e di chi svolge lavori pesanti o gravosi la cui pensione, attesa al raggiungimento dei requisiti ordinari, non risulti superiore a 1.500 euro lordi al mese.

In questo caso, il costo dell’anticipo sarà a carico dello Stato per intero e per questo motivo viene chiamato Ape Agevolato. Non v’è, quindi, alcuna penalità sull’assegno di pensione finale, a differenza dell’ape volontario. Per coloro i quali volessero chiedere un anticipo maggiore rispetto a tale cifra ciò è possibile ma in questo caso l’eccedenza sarà interamente a carico del lavoratore, senza assistenza. per la parte eccedente, dello Stato. In questo caso la restituzione avverrà con un prelievo sulla pensione finale. Per accedere a questa misura è previsto un requisito contributivo minimo pari a 30 anni 36 anni in caso di lavori cosiddetti gravosi .

I Sindacati stanno lavorando affinché vengano abbassate le soglie d’accesso sia per l’Ape volontario che per quello sociale. Soprattutto per l’ape sociale la cui soglia d’accesso precedente era di 1350 euro, ora innalzato a 1500.

Ma quando entrerà in vigore l’Ape?

Lo strumento entrerà in vigore il 1 maggio 2017.