Carta prepagata – Le varie tipologie a confronto

Carta prepagata – Meglio al portatore o nominativa?

Una carta prepagata è uno strumento elettronico di pagamento, non collegato ad un conto corrente, che ci permette di effettuare pagamenti online e non solo. Prevede il caricamento di un plafond per il suo utilizzo. Per plafond intendiamo il valore massimo ricaricabile sulla carta.

Tipologie e requisiti per richiederla

Per poter richiedere una carta prepagata non è necessario avere un conto corrente e ovviamente non è richiesta l’affidabilità creditizia del titolare. La carta può essere, infatti, precaricata dal titolare stesso o da un’altra persona fronte dell’esibizione del documento d’identità.

Le carte prepagate, inoltre, possono essere nominative o al portatore. Per la carta nominativa non vi sono limiti normativi sul plafond ma sono le banche che stabiliscono gli importi massimi (si può arrivare anche fino a 50000 euro). La carta al portatore non richiede la registrazione del titolare, e non può essere ricaricata oltre un plafond massimo di 999,00 euro (anche annualmente ci sono limiti bassi, fino a 2500 euro).

Come scegliere una carta prepagata?

Una voce da prendere in considerazione nella scelta di una carta prepagata è sicuramente quella relativa ai costi di gestione. Tra questi i più importanti che considereremo sono:

  • la “quota di rilascio”: il costo di emissione della carta. Solitamente varia da 5 a 10 euro;
  • la “quota associativa annuale”: ci riferiamo al costo del rinnovo della carta (solitamente il servizio è gratuito o ha costi molto bassi);
  • la “commissione di ricarica”: è l’importo che deve essere corrisposto ogni volta che si ricarica la carta prepagata e che può variare a seconda del canale utilizzato. Quello più economico è certamente quello di Internet Banking (utilizzabile solo da chi dispone di un conto corrente). Può essere gratuito in caso di accredito (quando previsto) di pensione o stipendio. Si risparmia anche utilizzando un ATM piuttosto che lo sportello della Banca distributrice. E’ possibile ricaricare tramite le ricevitorie SISAL (fino a 5 euro) o il Phone Banking.
  • il “costo del prelievo”: questo varia a seconda che si utilizzino ATM della propria banca o di altre.

Carte prepagate con o senza iban

Le carte prepagate senza iban sono carte utili ai pagamenti online e transazioni veloci.

Per chi, invece, volesse una carta più simile ad un conto corrente limitando, però, le spese e gli impegni del conto corrente vero e proprio esistono carte prepagate con iban che, rispetto alle sorelle senza iban, offrono servizi molto simili proprio ad un conto corrente come: l’accredito dello stipendio, la domiciliazione di utenze e bollette, la disposizione di bonifici in entrata e uscita. In cosa si differenziano, quindi, dal conto corrente? Non si può andare in rosso e non si versano assegni e non permettono l’acquisto di prodotti con rateazione.

Facciamo un paio di esempi

Intesa Sanpaolo propone una carta ricaricabile Flash senza iban a canone zero, disponibile anche per i minorenni non titolari di un conto. La ricarica ha un costo di 1 euro, a partire dalla seconda operazione. L’importo massimo caricabile è 999 euro. I prelievi sono gratuiti presso gli sportelli automatici del Gruppo.

Unicredit propone la sua Genius Card che ha un costo emissione pari a 5 euro, un canone mensile di 1 euro, azzerato per gli under 30 e vi consente di inviare e ricevere bonifici, ricaricare il cellulare, domiciliare RID, utenze e pagare le bollette, controllare il saldo ed i movimenti.

Per farvi un’idea e scegliere la più vantaggiosa per voi è possibile, inserendo i servizi richiesti, utilizzare un sito comparativo. Online ve ne sono diversi.

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