Visura Crif – A cosa serve?

Visura Crif – Verifica dell’affidabilità di chi richiede un prestito

Visura CrifUn termine apparentemente complicato ma molto semplice da comprendere. Quando chiediamo di poter accedere ad un finanziamento, un prestito o altre forme di credito è ovvio pensare che l’intermediario finanziario chieda conto della nostra “affidabilità come pagatori”.

E’ importante, cioè, comprendere per chi anticipa i soldi per nostro conto se saremo in grado di restituirli e se, in passato, abbiamo dimostrato affidabilità in tale senso.
In soldoni viene verificato, dalla Centrale Rischi finanziari il cosiddetto “credit scoring”, ossia attraverso un metodo automatico e statistico si analizza il rischio creditizio di ciascun soggetto esaminato delineandone un indice di solvibilità, affidabilità e puntualità nei pagamenti.

Il dato che ne esce (una sorta di speciale punteggio) può essere sia positivo che negativo e da questo dipenderà l’esito della nostra richiesta di accesso al credito. Nella Visura Crif, in caso di risposta negativa, si afferma anche in cosa abbiamo peccato. Se non abbiamo restituito il credito, in quale misura, se abbiamo restituito in ritardo e con quanto ritardo.

Come richiederla?

Pochi lo sanno ma è possibile ottenere la visura della Crif online con una semplice richiesta presentata tramite il web. Nello specifico, bisogna collegarsi con il sito di Crif, scaricare il modulo, inviarlo per fax, email o posta raccomandata e attendere la risposta entro 15 giorni.

Il costo del servizio va da un minimo di 4 euro ad un massimo di 10 euro. L’importo da pagare e le modalità di pagamento sono indicate nella lettera di riscontro inviata dal CRIF. Il pagamento dovrà essere effettuato (presso i punti vendita SisalPay oppure tramite bollettino postale) al ricevimento della stessa e comunque non oltre 15 giorni.

Ma a cosa serve conoscere la propria posizione?

Se abbiamo ricevuto un esito negativo ad una nostra richiesta può servirci a capire perché. Ovviamente nei casi in cui sappiamo di aver ottemperato alla restituzione di un credito.

Va, inoltre, specificato che Crif è una società privata, che raccoglie le segnalazioni dei cosiddetti “cattivi pagatori”, ma anche informazioni a carattere neutre, come ad esempio la richiesta di un prestito, o positive, se siamo regolari nel pagamento delle rate di un mutuo. La Centrale Rischi, invece, è una struttura pubblica, gestita dalla Banca d’Italia che raccoglie solo i crediti in sofferenza e comunque quelli superiori a 30000 euro.

Banche e Finanziarie utilizzano quasi tutte Crif. Questa società conserva i dati per dei tempi definiti. Dopodiché procede alla cancellazione automatica, senza quindi bisogno di una richiesta dell’interessato. Ecco i tempi di permanenza di una segnalazione Crif:

  • Morosità di 2 rate/mesi, in seguito sanate: 12 mesi dalla regolarizzazione;
  • Morosità di 3 o più rate/mesi, in seguito sanate: 24 mesi dalla regolarizzazione;
  • Morosità non pagate: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale.

Non esiste un modo per cancellare la propria posizione all’interno di Crif prima di tale momento. A tal proposito il consiglio è di non affidarsi alle numerose società, presenti in Internet, che promettono servizi di “pulizia” dalle banche dati a fronte di un cospicuo compenso. Inoltre non si deve richiedere la cancellazione dei dati in Crif se questi sono positivi, perché altrimenti bisogna ricostruirsi da capo un’immagine positiva.

Quindi prima di muoversi in tal direzione ci si deve informare sulla tipologia di dati per i quali viene richiesta la cancellazione.

Prestito pensionistico – Come funzione l’Ape

Anticipo Volontario della Pensione – Guida al prestito pensionistico

Negli ultimi mesi si parla moltissimo di pensioni e della possibilità di anticiparle. Un termine ormai presente in ogni edizione del tg è APE. Ma cos’è l’Ape?

Parliamo dell’acronimo dell’Anticipo pensionistico volontario. La possibilità, cioè, di andare prima in pensione, rispetto ai nuovi requisiti in vigore. Il via libera alle modifiche alla Legge Fornero è arrivato. Palazzo Chigi ha approvato la legge di Stabilità 2017 con all’interno un pacchetto di misure sulla previdenza che vale 7 miliardi nel prossimo triennio (1,9 nel 2017, 2,5 nel 2018 e 2,6 nel 2019) contro i 6 miliardi annunciati alla vigilia.

Come funziona?

Per quanto riguarda l’Ape, si propone, a chi compie 63 anni ed è distante meno di 3 anni e sette mesi dall’età di vecchiaia, di andare in pensione anticipata grazie ad un prestito pensionistico.

L’Ape è esente da imposte e viene erogata ogni mese per 12 mensilità. Il prestito va restituito nell’arco di 20 anni con una rata, sulla pensione, che si attesta sul 4,5%-4,6% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia. Semplificando, con l’anticipo massimo (che sarebbero i tre anni e sette mesi) e una pensione Inps che si attesti sui 1.500 euro si avrebbe una rata sulla pensione di poco più del 16%, una rata pari a quasi 240 euro.

Ovviamente questo provvedimento incide anche sulle casse dello Stato dato che la rata non riesce a coprire per intero la restituzione del capitale del prestito pensionistico, né gli interessi e il premio assicurativo. Parliamo di un’aspettativa di vita alta e, per quanto tutti ci auguriamo di vivere cent’anni, la possibilità di premorienza del pensionato è alta. In questo caso il capitale residuo viene rimborsato dall’assicurazione e, quindi, non va a riflettersi sulla pensione di reversibilità o sugli eredi.

L’Ape sociale o agevolato

Esiste, poi, un altro tipo di Ape, quella “sociale”. Parliamo di disoccupati senza ammortizzatori sociali, di invalidi, di chi assiste parenti disabili entro il primo grado in linea retta e di chi svolge lavori pesanti o gravosi la cui pensione, attesa al raggiungimento dei requisiti ordinari, non risulti superiore a 1.500 euro lordi al mese.

In questo caso, il costo dell’anticipo sarà a carico dello Stato per intero e per questo motivo viene chiamato Ape Agevolato. Non v’è, quindi, alcuna penalità sull’assegno di pensione finale, a differenza dell’ape volontario. Per coloro i quali volessero chiedere un anticipo maggiore rispetto a tale cifra ciò è possibile ma in questo caso l’eccedenza sarà interamente a carico del lavoratore, senza assistenza. per la parte eccedente, dello Stato. In questo caso la restituzione avverrà con un prelievo sulla pensione finale. Per accedere a questa misura è previsto un requisito contributivo minimo pari a 30 anni 36 anni in caso di lavori cosiddetti gravosi .

I Sindacati stanno lavorando affinché vengano abbassate le soglie d’accesso sia per l’Ape volontario che per quello sociale. Soprattutto per l’ape sociale la cui soglia d’accesso precedente era di 1350 euro, ora innalzato a 1500.

Ma quando entrerà in vigore l’Ape?

Lo strumento entrerà in vigore il 1 maggio 2017.