Prestito pensionistico – Come funzione l’Ape

Anticipo Volontario della Pensione – Guida al prestito pensionistico

Negli ultimi mesi si parla moltissimo di pensioni e della possibilità di anticiparle. Un termine ormai presente in ogni edizione del tg è APE. Ma cos’è l’Ape?

Parliamo dell’acronimo dell’Anticipo pensionistico volontario. La possibilità, cioè, di andare prima in pensione, rispetto ai nuovi requisiti in vigore. Il via libera alle modifiche alla Legge Fornero è arrivato. Palazzo Chigi ha approvato la legge di Stabilità 2017 con all’interno un pacchetto di misure sulla previdenza che vale 7 miliardi nel prossimo triennio (1,9 nel 2017, 2,5 nel 2018 e 2,6 nel 2019) contro i 6 miliardi annunciati alla vigilia.

Come funziona?

Per quanto riguarda l’Ape, si propone, a chi compie 63 anni ed è distante meno di 3 anni e sette mesi dall’età di vecchiaia, di andare in pensione anticipata grazie ad un prestito pensionistico.

L’Ape è esente da imposte e viene erogata ogni mese per 12 mensilità. Il prestito va restituito nell’arco di 20 anni con una rata, sulla pensione, che si attesta sul 4,5%-4,6% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia. Semplificando, con l’anticipo massimo (che sarebbero i tre anni e sette mesi) e una pensione Inps che si attesti sui 1.500 euro si avrebbe una rata sulla pensione di poco più del 16%, una rata pari a quasi 240 euro.

Ovviamente questo provvedimento incide anche sulle casse dello Stato dato che la rata non riesce a coprire per intero la restituzione del capitale del prestito pensionistico, né gli interessi e il premio assicurativo. Parliamo di un’aspettativa di vita alta e, per quanto tutti ci auguriamo di vivere cent’anni, la possibilità di premorienza del pensionato è alta. In questo caso il capitale residuo viene rimborsato dall’assicurazione e, quindi, non va a riflettersi sulla pensione di reversibilità o sugli eredi.

L’Ape sociale o agevolato

Esiste, poi, un altro tipo di Ape, quella “sociale”. Parliamo di disoccupati senza ammortizzatori sociali, di invalidi, di chi assiste parenti disabili entro il primo grado in linea retta e di chi svolge lavori pesanti o gravosi la cui pensione, attesa al raggiungimento dei requisiti ordinari, non risulti superiore a 1.500 euro lordi al mese.

In questo caso, il costo dell’anticipo sarà a carico dello Stato per intero e per questo motivo viene chiamato Ape Agevolato. Non v’è, quindi, alcuna penalità sull’assegno di pensione finale, a differenza dell’ape volontario. Per coloro i quali volessero chiedere un anticipo maggiore rispetto a tale cifra ciò è possibile ma in questo caso l’eccedenza sarà interamente a carico del lavoratore, senza assistenza. per la parte eccedente, dello Stato. In questo caso la restituzione avverrà con un prelievo sulla pensione finale. Per accedere a questa misura è previsto un requisito contributivo minimo pari a 30 anni 36 anni in caso di lavori cosiddetti gravosi .

I Sindacati stanno lavorando affinché vengano abbassate le soglie d’accesso sia per l’Ape volontario che per quello sociale. Soprattutto per l’ape sociale la cui soglia d’accesso precedente era di 1350 euro, ora innalzato a 1500.

Ma quando entrerà in vigore l’Ape?

Lo strumento entrerà in vigore il 1 maggio 2017.

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